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Ddl concorrenza rischia di slittare al 2016

Nonostante l'auspicio dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi che il testo del Ddl concorrenza abbia definitiva approvazione entro la fine dell'anno, si fanno sempre più insistenti le voci di un rinvio al 2016. Il testo approdato alla Commissione Industria del Senato dove oggi continua la discussione, secondo fonti di Palazzo Madama, dovrebbe accodarsi alle incombenze di chiusura d'anno, a partire dalla Legge di stabilità. Ecco perché si fa sempre più concreta la possibilità che per il varo definitivo si debba aspettare il 2016. Sul fronte dei lavori in corso vanno registrate le posizioni espresse di recente dai due relatori del testo in commissione Luigi Marino, vicepresidente vicario del gruppo Ap (Ncd-Udc) e Salvatore Tomaselli del Pd, in tema di liberalizzazioni. «La farmacia non ha bisogno di altre liberalizzazioni selvagge ma va anzi valorizzata in quanto centro di servizi su cui imperniare la deospedalizzazione del Ssn» dichiarò in un'intervista all'House organ di Federfarma all'inizio del 2013 Marino, allora presidente di Confcooperative e in attesa di essere eletto al Senato nella Lista Monti, da cui poi è approdato al gruppo Area Popolare (Ncd-Udc). «Io vedo il sistema delle farmacie come una rete di centri di servizi per l'erogazione dei livelli primari di assistenza sul territorio. La farmacia dei servizi è una risorsa essenziale per la deospedalizzazione della Sanità pubblica» aggiunse Marino in quell'intervista, a conferma di una posizione a dir poco cauta sulla liberalizzazione delle farmacie. Più pro-liberalizzazioni Tomaselli, di cui però non sono note posizioni specifiche sul tema delle farmacie. Il rappresentante del Pd in un intervento di un paio d'anni fa sul tema parlava di «scarso livello di liberalizzazione in Italia di settori strategici fondamentali, che si ripercuote sulle tasche dei cittadini». Ora bisogna attenderli alla prova dei fatti.

 

Fonte: Farmacista33

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