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Ddl concorrenza: da Ue, Guidi e Barra nuova spinta alle liberalizzazioni

Con la ripresa del percorso parlamentare e della relativa discussione per il ddl concorrenza è ripreso anche il dibattito sulle eventuali modifiche da apportare al testo. E a giudicare dallo spiegamento di forze per incentivare le liberalizzazioni nel nostro paese non tira un'aria buona per le farmacie. Ha cominciato il ministro per lo Sviluppo economico Guidi che, in un'intervista a La Stampa rilasciata domenica, ha ribadito che pur nelle difficoltà non dovrebbe essere modificata la «ratio dell'impianto originario». «Confido che entro fine anno si riesca a chiudere» ha detto. «Quanto al merito, sapevamo che su alcuni punti avremmo fatto fatica ad affermare una maggiore apertura al mercato. Certo le lobby ci sono. Però il percorso è ancora lungo e io sono fiduciosa sul fatto che alla fine riusciremo a portare a casa la legge senza modificare la ratio dell'impianto originario. Per ora questo rischio non c'è». Dal ministro Guidi la palla è passata allo "sceriffo" dell'Antitrust che, come ripreso ieri da Farmacista33 ha ribadito la necessità di liberalizzare e ha sottolineato di voler capire bene «il ddl sulla concorrenza in esame al parlamento perché aprirà numerosi settori sinora chiusi». Il commissario Ue sarà oggi a Roma dove incontrerà i colleghi dell'Antitrust e i ministri economici, tra cui il ministro Guidi. L'occasione per dare il suo sostegno al percorso avviato visto che, ha detto Vestager, «la bozza va nella direzione giusta». A chiudere questo fuoco di fila pro-liberalizzazioni è arrivata la voce di Ornella Barra, una delle 50 donne d'affari più influenti d'Europa come sottolinea il Corriere della Sera. A Cernobbio nel corso del Forum Ambrosetti, stando al resoconto del quotidiano milanese, Barra avrebbe incalzato il premier Renzi sostenendo che "il cambiamento in Italia è troppo lento e non è vero che il Paese si stia aprendo agli investitori stranieri". Il timore del vice presidente del gruppo Walgreens Boots Alliance è che possano andare in porto gli emendamenti restrittivi al testo originario del ddl che apre la strada alla titolarità anche per le società di capitali e abolisce il tetto massimo di 4 farmacie controllate da un singolo soggetto titolare. Norme che andassero in porto porterebbero con alta probabilità allo "sbarco" del gruppo Alliance sul territorio italiano. Intanto è ripresa a tamburo battente la discussione sul testo con l'obiettivo minimo di portare il testo al voto dell'aula entro la seconda metà di settembre.

 

Fonte: Farmacista33

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